Come scegliere la giusta illuminazione per la camera da letto

lampade

La camera da letto è l’ambiente intimo per eccellenza, un luogo della casa che deve essere caratterizzato dal massimo del comfort. Nel momento in cui si chiama in causa l’organizzazione e l’estetica di questo spazio, non si può non citare l’illuminazione. Come gestirla? Nelle prossime righe di questo articolo, cerchiamo di fare il punto della situazione su questo importantissimo argomento.

Come illuminare la camera da letto

Il primo consiglio pratico da considerare per illuminare la camera da letto prevede il fatto di focalizzarsi su una stratificazione. Per capirci meglio, non è pensabile sistemare il lampadario al centro del soffitto e fermarsi lì.

Si tratta di un approccio che poteva andare bene 50/60 anni fa. Oggi come oggi, non è vintage, è proprio fuori moda.

Chiarita questa doverosa premessa, ricordiamo che, quando ci si prende cura dell’illuminazione della camera da letto, è innanzitutto fondamentale focalizzarsi su quella diffusa. Di cosa si tratta? Dell’illuminazione generale, quella che colpisce fin dal primo momento l’occhio dell’ospite e che si integra alla perfezione con la luce naturale.

Immaginando il caso di una camera da letto arredata in stile moderno, per un’illuminazione diffusa efficace non possono mancare i faretti a incasso, capaci di creare la giusta atmosfera ma, nel contempo, caratterizzati da quell’essenzialità estetica e strutturale fondamentale negli ambienti arredati in ottica moderna.

Quando si parla di lampade per la camera da letto e di soluzioni per creare una luce ambientale efficace, non si può non ricordare la possibilità di ricorrere alle lampade da terra. Queste ultime, possono essere scelte anche orientandosi verso pezzi di design e posizionate in prossimità del divano o della poltrona dell’angolo lettura.

Dopo il focus sull’illuminazione diffusa, arriva il momento di concentrarsi su quella diretta. Il nome fa già capire di che cosa si tratta. In questo caso, parliamo di un’illuminazione finalizzata a ottimizzare la visibilità in angoli specifici della stanza, per esempio il comodino.

Sì, hai capito benissimo: sotto il cappello dell’illuminazione diretta in camera da letto, è possibile includere grandi classici come l’abat jour. Attenzione: la sua popolarità è innegabile, ma non si tratta di un elemento immancabile. Chi vuole dare spazio a quel guizzo creativo che ha sempre il suo perché può, per esempio, illuminare il comodino con una lampada a sospensione. Se il protagonista assoluto della camera è un bel letto matrimoniale, le sospensioni saranno due e uguali, per un effetto originale come pochi.

Per chi ha il cuore che batte per l’arredamento industrial, una buona idea per un’illuminazione diretta del comodino sono le lampade da scrivania classiche, ma fissate al muro. Il braccio orientabile è in grado di rendere il momento della lettura una parentesi all’insegna del comfort.

Illuminazione d’accento, la magia che fa la differenza in una camera da letto moderna

Nei secoli passati, a lasciare a bocca aperta quando si parlava di arredamento erano mobili realizzati in legni particolari e decorati con quella maestria artigianale passata di generazione in generazione. Oggi, a fare la differenza, sono i dettagli generali che creano l’atmosfera. I singoli elementi e accessori, molto spesso, hanno poco senso staccati dall’insieme.

Quest’ultimo è reso speciale anche dall’illuminazione. Nel caso della camera da letto, per ottenere l’effetto sopra menzionato è fondamentale quella d’accento. Di cosa si tratta? Dell’illuminazione che esalta angoli particolari della stanza per una mera ragione estetica e non funzionale.

Rientrano in questo ambito le luci che valorizzano i quadri, se presenti. Un altro esempio? Le applique che puntano verso la testiera del letto nei casi in cui quest’ultima è particolarmente affascinante. Un altro dettaglio che contribuisce all’illuminazione d’accento è il posizionamento di strisce a LED sotto le eventuali mensole appese al muro. Ultimo consiglio: i punti dedicati all’illuminazione d’accento dovrebbero essere massimo due o tre.